Recensioni & Co

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Un'estate perfetta - Capitolo 1

Leggi il primo capitolo del libro
 
Fino a poco tempo addietro io e la mia famiglia vivevamo tranquillamente, eravamo una famiglia normalissima. Durante l’estate di tre anni fa si è verificato un episodio che ha totalmente stravolto la nostra vita. Cerchiamo di ritornare alla normalità ma non è per nulla facile dimenticare quanto è successo, anzi ritengo che ciò sia impossibile per motivi che renderò noti più avanti. Ci ho pensato molto prima di scrivere questa storia ma alla fine ho deciso di farlo. Mi presento: mi chiamo Giulia ho diciannove anni (all’epoca dell’episodio ne avevo sedici), studio medicina al college, per cui vivo lontano dai miei genitori, sono al primo anno. Sono alta, bruna, occhi neri, molti mi assicurano che sono bella e ritengo ci sia un fondo di verità: sono molto corteggiata da parecchi ragazzi che, sfortunatamente, non sono il mio tipo. Ho un carattere difficile, amo stare da sola e preferisco una passeggiata con il mio cane alla compagnia delle persone. Ho tre passioni: lo sport, leggere e, soprattutto, scrivere. Mi diletto a scrivere brevi racconti gialli e horror che faccio leggere agli amici; mi piacerebbe molto riuscire a scrivere un libro, finora ho sempre rinunciato per mancanza di ispirazione, ma sento che questa sarà la volta buona. Mio padre si chiama Lorenzo Brisca, è un bell’uomo nonostante i suoi cinquant’anni abbondanti ed il merito è tutto suo, dato che si sente ancora giovane psicologicamente e fa di tutto per rimanerlo anche fisicamente: gioca ogni domenica a tennis con tre suoi colleghi, prima giocava con me ma adesso, poiché perdeva sempre, non vuole più farlo. Già, uno dei difetti di mio padre è la vanità: vuole sempre essere il primo in ogni cosa e fa di tutto per riuscirvi. Ammetto che approvo il suo modo di fare, grazie alla sua testardaggine oggi è il miglior medico della regione. Non credo, però, che fosse il suo sogno diventare medico, non ne sono sicura ma sospetto, e ho buone ragioni per farlo, che sia stato costretto dalla madre, vale a dire da mia nonna. Nonna Giulia (devo a lei il mio nome) all’epoca del racconto aveva settantacinque anni, ma si comportava come se ne avesse quaranta. Odiavo ammetterlo ma la vita della mia famiglia era condotta da lei, nonostante vivesse da sola da quando mio nonno era morto, più di vent’anni fa, nella casa lasciatagli in eredità dal marito. La casa si trovava di fronte alla nostra ed era quindi come se abitassimo insieme. Durante tutta la sua vita, la nonna non aveva fatto altro che comandare, trascorreva le giornate seduta in poltrona e faceva fare tutto ai suoi figli, dei quali aveva stabilito anche il futuro. Come ho già detto, infatti, credo che papà volesse diventare architetto ma la nonna glielo proibì costringendolo a divenire medico, così da avere qualcuno che tenesse sempre sotto controllo la sua salute. La nonna ha, infatti, una gran paura della morte e ogni piccola malattia le sembra gravissima. Papà mi racconta sempre che il loro medico di famiglia era costretto ad andare a visitarla quattro volte la settimana, ma non sempre lo faceva perché era stufo di recarsi da una persona sanissima. Quale soluzione poteva essere migliore che avere un dottore in casa? Mia madre si chiama Laura, è più giovane di papà ma sembra molto più grande. Ha paura di invecchiare e proprio questo timore l’ha indotta a trascurarsi fisicamente, anche se non riesco a capirne il perché, dopotutto avrebbe dovuto ricavarne l’effetto contrario. Non lavora ma si occupa solo della casa, e svolge il suo lavoro alla perfezione: papà spesso è fuori per lavoro ma lei non ci fa mai sentire la sua mancanza, è una madre dolcissima, disponibile ad aiutarci ed è molto più comprensiva di papà. Non sopporta quando la nonna si intromette nella sua vita, soprattutto per quel che riguarda l’educazione dei figli. Posso, infatti, dire di essere stata educata da lei e non da nonna anche se quest’ultima ha provato parecchie volte ad intromettersi tra me e mia madre. Completa la famiglia Federica, la mia sorella minore. Ha sedici anni (all’epoca tredici) ed è diversissima da me al punto da non sembrare sorelle. È alta, bionda e ha gli occhi azzurrissimi, ama stare in compagnia delle amiche con cui trascorre molto tempo, a volte va dormire a casa di qualcuna di queste, cosa che io non ho mai fatto perché ritengo sia un modo stupido di stare insieme, ama la musica, che ascolta quasi tutto il giorno, non legge, non scrive e mi prende in giro per le mie passioni, insomma sembriamo proprio incompatibili. Nonostante ciò andiamo molto d’accordo, ci confidiamo tutto e spesso ci aiutiamo a vicenda.

LE ORIGINI DELLE VITA

Leggi un racconto scritto da Cassandra:

Correva l’anno 2722 e, nonostante fossero passati moltissimi anni dalla fondazione della Terra, gli uomini non erano ancora riusciti a sapere con certezza come si sia formata la vita e perché proprio sulla Terra ma la vita scorreva ugualmente. Un giorno in un osservatorio americano i potentissimi telescopi segnalavano la presenza di un oggetto non identificato che si avvicinava velocemente alla Terra. Furono avvisati i maggiori scienziati di tutto il mondo che in breve tempo avvistarono anch’essi lo strano oggetto. Sette ore dopo l’avvistamento, l’oggetto atterrò sulla Terra, precisamente a sud di Buenos Aires, in Argentina. Immediatamente gli scienziati accorsero sul posto e videro uno strano disco da cui uscirono otto uomini uguali ai terrestri ma molto più bassi. Dopo aver fatto capire che avevano intenzioni pacifiche, uno di quegli otto uomini parlò con le persone presenti in una lingua che, benché vi fossero uomini da tutto il mondo, fu compresa da tutti. Lo strano essere cominciò così il suo discorso: “Cari terrestri, sono Kijwxb, il presidente del mio pianeta, che si trova nel sistema solare accanto al vostro. Sono venuto perché vorrei raccontarvi com’è nato il vostro pianeta e qual è la vostra origine, dato che so che ci tenete molto a saperlo. Non ho intenzione di raccontarvi tutto qui, ma lo farò in mondovisione, in modo che tutti i terrestri sappiano da dove provengano”. Gli otto uomini furono trasportati negli Stati Uniti da dove, qualche giorno dopo, furono pronti a raccontare tutto. Kijwxb iniziò a parlare: ”Il nostro sistema solare e il vostro sono sempre esistiti, solo che il nostro è stato abitato da sempre, mentre il vostro solo miliardi di anni dopo. E’ successo tutto così: un bel giorno di primavera un gruppo di bambini decise di scappare dal pianeta per visitare entrambi i sistemi solare. Quando arrivarono nel vostro visitarono tutti i pianeti e restarono delusi non avendovi trovato traccia di vita. Al loro ritorno cominciarono a pregare i nostri scienziati perché facessero nascere la vita anche nell’altro sistema solare. Gli scienziati all’inizio si opposero, ma di fronte alle insistenze dei bambini cedettero, ma decisero che in solo uno di quei pianeti sarebbe comparsa la vita. Scelsero la Terra poiché non era né troppo lontana né troppo vicina al sole e perché non era né troppo grande né troppo piccola; in poche parole decisero che quello era il pianeta perfetto. Diedero così inizio all’operazione; cominciarono dall’atmosfera, continuarono con la creazione delle acque, poi dei continenti, dei vegetali e degli animali. Tennero sotto osservazione gli animali e si resero conto che vi era bisogno degli uomini e decisero di crearli. Fecero anch’essi a loro somiglianza solo che decisero di farli fisicamente più alti. Non li crearono già colti ma allo stato primitivo e seguirono attentamente tutte le fasi della loro evoluzione e in alcuni casi li aiutarono. Ad esempio la scoperta del fuoco non fu causale come credete voi ma gli scienziati del mio pianeta decisero di farlo conoscere ai vostri avi per avere una vita più umana e per distaccarli dalle bestie. Ma loro vi aiutarono in tante altre occasioni fino a quando, nel 1900, decisero che eravate pronti per vivere senza la nostra protezione, ma a quanto pare si sono sbagliati di grosso, dato che da quando siete solo avete ridotto il vostro pianeta ad una pattumiera gigantesca e avete riempito l’aria di gas velenosi e altre porcherie. Per finire vi do un avvertimento: datevi una calmata o fra pochi secoli saremo costretti a distruggere la Terra e voi con essa. Detto ciò vi saluto e spero che sarete soddisfatti per aver conosciuto le vostre origini. Addio e chissà che un giorno non saremo noi ad aver bisogno di voi”. Dopo questo discorso Kijwxb e i suoi uomini raggiunsero la loro astronave e ripartirono verso il loro pianeta, lasciandosi dietro discussioni e incredulità. Molti uomini, infatti, non credettero alla storia raccontata da Kijwxb ma era la verità e bisognava accettarla.